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Oltre il confine

Oltre il confineSecondo romanzo della trilogia della frontiera, Oltre il confine è un’opera immensa, complessa e ricca di poesia. Le quattro parti in cui è suddiviso il libro, ambientate alla soglia della seconda guerra mondiale, risultano essere una più emozionante e coinvolgente dell’altra.

Si comincia con Billy Parham, figlio di un piccolo allevatore del New Mexico, alle prese con una lupa da riportare sulle montagne al riparo da chi vuole ucciderla e McCarthy riesce con maestria a descrivere il loro rapporto instaurando quasi una relazione metafisica tra essere umano e natura.

Ma anche le altre tre parti, valicano la semplice scrittura catturando il lettore e trasportandolo in un’atmosfera epica dove la tragedia e il dramma incombono su ogni pagina in maniera cupa e triste. Ma questo forse è un effetto a cui ci ha abituato McCarthy, anzi è assai probabile che l’autore lo faccia di proposito proprio per creare quell’esempio di finitudine così tipico della sua narrativa.

Un libro crudo e realistico comunque, anche se in alcuni brani c’è pure il tentativo inconscio da parte del maestro di commuovere il lettore, ma appare evidente che non è nelle sue vere intenzioni questo desiderio.

Insomma un’avventura magnifica e d’apprendistato, struggente e insolita che si snoda in un territorio istorico e senza speranza, selvaggio e mitico dove la vita offre miracoli di ogni genere, a volte anche attraverso gli occhi spenti di un cieco oppure grazie al sostegno di una ragazza indiana.

  • Oltre il confine
  • Titolo originale: The Crossing
  • Prima edizione americana: Alfred A. Knopf, giugno 1994
  • Prima edizione italiana: Einaudi, 2006